
Sierro lo Greco è una piccola Masseria ottocentesca di Laterza, paese della Murgia Tarantina, con un’estensione di ventuno ettari, in cui si mantiene il vecchio orientamento colturale misto condotto con metodo biologico: · l’uliveto in cui sono anche presenti ulivi secolari diventati monumenti con la nuova legge regionale; · il vigneto iscritto all’albo provinciale DOC e IGT; · l’orto che, pur non essendo irriguo come il resto dell’azienda, continua a produrre “Cime di rapa”, Cicorie, Pomodori da Serbo Giallo, ecc. ; · il frutteto con diversi alberi da frutta tra i quali Mandorli, Corbezzoli, Fichi, Cotogni, Lodani, Azzeruoli, Sorbi e Ciliegi; · i seminativi in parte utilizzati come foraggerere e in parte coltivati a cereali, principalmente grano duro varietà Senatore Cappelli e tenero, e farro; · la legumaia con Ceci, Dolica, Fave, Grano Saraceno ed altro tra cui i Lupini per i quali si stanno compiendo studi per la verifica delle proprietà benefiche per i diabetici. · il giardino delle piante aromatiche ed officinali con Origano, Salvia, Rosmarino ed altro tra cui l’endemismo “Timo Capitatus”, l’Elicriso locale per verificarne l’eventuale presenza di Arzanolo come in quello Sardo e l’Artemisia per approfondirne le tecniche di coltivazione finalizzate all’utilizzo come antimalarico. Per evitare che questa varietà colturale portasse fuori mercato l’attività, è stato utilizzato un’ambiente come punto vendita dei prodotti aziendali e si è usata la rinomata maiolica locale come contenitore promozionale di prodotti aziendali, riuscendo così a commercializzare direttamente le piccole produzioni. Per gli stessi motivi altri locali, dove nell’ottocento vi era il frantoio, sono stati destinati ad agriturismo, riuscendo così a far frequentare l’azienda a fruitori sensibili alla tipicità e qualità dei prodotti. Nel recupero della struttura si sono mantenute quanto più possibile le caratteristiche architettoniche proprie di queste zone: le “chianche” (pavimentazione in calcare), gli intonaci spatolati a tufina, le pitture a calce. Si è recuperata e viene anche utilizzata la cisterna che raccoglie le acque piovane dell’arida Murgia. Sono stati rimessi in funzione i vecchi forni, uno per la cottura del Pane di Laterza, delle Focacce, l’altro per la cottura di Zampini, di Gnomerelli e Carne Arrosto di Laterza tutti inseriti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tipici Pugliesi. Sono stati già ripristinati più di 1000 metri di muretti a secco e si stanno per realizzare dei tipici terrazzamenti quale antica soluzione alternativa allo spietramento in terreni rocciosi con pendenza. All’interno dell’azienda da tempo si svolgono attività con diverse scuole del territorio, offrendo vari momenti didattici tra i quali un sentiero nella macchia mediterranea, un laboratorio per il processo di estrazione di oli essenziali ed uno in cui si illustra il lavoro di trasformazione dei cereali anche attraverso l’utilizzo della decorticatrice aziendale, oppure una esperienza di artigianato agricolo per la realizzazione di tamburi a cornice con pelle di capretto, è frequente infatti la presenza di gruppi o associazioni culturali per la valorizzazione ed il recupero delle tradizioni attraverso la musica, la danza e la poesia che coinvolgono non solo le scuole ma un più ampio pubblico. In azienda si svolgono attività di”Agricoltura sociale” anche in collaborazione con l’ASL locale con le quali i disabili condividono esperienze di vita e lavoro nella masseria. L’azienda ricade all’interno del parco regionale “Terra delle Gravine” istituito nel 2005 e del quale è stata promotrice credendo nel possibile sviluppo del territorio tramite una valorizzazione e promozione ambientale, infatti già dal 2001 è titolare del marchio “Terra delle Gravine” denominazione utilizzata in seguito per il nome dello stesso parco..